COMMERCIALISTI e AVVOCATI: COMUNICAZIONE ALL’ISPETTORATO CON SPID – OPPORTUNITA’ o COMPLICAZIONE?


Una banca dati informatica
con le informazioni relative
ai professionisti.

Con  Nota n. 32 del 15 febbraio 2018 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro comunica che, a partire dal 1 marzo 2018, i professionisti diversi dai consulenti del lavoro che svolgono gli adempimenti in materia di lavoro e che, a norma dell’art. 1 della legge 12/1979, sono tenuti a darne comunicazione agli Ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgerli, dovranno adempiere a tale comunicazione on-line, attraverso il portale dedicato. Ciò consentirà una forte semplificazione delle attività di carattere accertativo rimesse al personale ispettivo e, sempre secondo l’INL, una forte semplificazione per i professionisti. Inoltre l’INL rappresenta <<l’opportunità che tale comunicazione venga effettuata anche dai professionisti che hanno già ottemperato all’obbligo comunicazionale secondo le pregresse modalità, ciò al fine di semplificare ed accelerare eventuali controlli che dovessero essere avviati.>>

La predisposizione dell’ apposita modulistica informatizzata <<consentirà agli Uffici di poter disporre di una vera e propria banca dati in cui saranno contenute tutte le informazioni relative ai professionisti che intendono operare ai sensi dell’art. 1 della L. n. 12/1979>>

Viene inoltre stabilito che <<qualora il personale ispettivo accerti l’assenza della comunicazione da parte del professionista, anche in riferimento ad uno specifico ambito provinciale, lo stesso personale comunicherà al competente Consiglio dell’ordine tale circostanza al fine dell’adozione dei provvedimenti di competenza.>>

L’accesso al modello informatico è consentito solo ed esclusivamente attraverso identità SPID. UNA BELLA COMPLICAZIONE!

Certo è che la nota pone l’accento sul fatto che nel modello di comunicazione andranno inseriti i dati relativi al soggetto autorizzato, operando così di fatto (per la prima volta) una distinzione tra i soggetti di cui all’art. 1 della legge 12/1979 (i consulenti del lavoro e gli altri soggetti), distinzione tanto cara ad una certa dirigenza dei CdL, ma che non è rinvenibile nella legge: la comunicazione ivi prevista non ha natura autorizzatoria e la sua assenza non sembra pregiudicare l’attività svolta, comportando solamente per il professionista ricadute di natura disciplinare.

Ma si potrebbe dare al provvedimento anche una diversa lettura: chissà se, dietro ad un adempimento che a prima vista non fa altro che trasformare in maniera informatica ciò che già era previsto in forma cartacea, razionalizzando in un’unica banca dati nazionale ciò che era sparpagliato negli archivi protocollari delle DTL sparse su tutto il territorio, ponga in realtà le basi per attribuire ai soggetti ivi iscritti, in futuro, alcune prerogative che oggi sono proprie esclusivamente dei CdL (si pensi, per esempio, all’assistenza ai lavoratori nelle dimissioni telematiche, o all’ASSECO, o quant’altro). Voi che ne pensate?


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