PAGAMENTO RETRIBUZIONI OBBLIGATORIO SU CONTI CORRENTI – SANZIONI FINO A 50.000 EURO PER I DATORI DI LAVORO


SIAMO AL TOP
DELLA FOLLIA !

Il 19 gennaio la Commissione Lavoro della Camera, in sede referente, ha iniziato l’esame della proposta di legge Di Salvo “Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori (atto camera c-1041)”. Tale proposta vuole introdurre un  meccanismo antielusivo consistente nel rendere obbligatorio il pagamento delle retribuzioni attraverso gli istituti bancari o gli uffici postali.

I datori di lavoro titolari di partita IVA, dalle società quotate alle imprese individuali, avranno l’obbligo di effettuare la corresponsione della retribuzione al lavoratore attraverso l’accredito diretto sul suo conto corrente, il pagamento in contanti presso lo sportello bancario o l’ufficio postale oppure l’emissione, da parte dell’istituto bancario o dell’ufficio postale, di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di comprovato impedimento, a un suo delegato. Il datore di lavoro non potrà fare ricorso ad assegni o somme contanti di denaro per provvedere alla corresponsione diretta della retribuzione.

Si prevede altresì l’inserimento nella comunicazione obbligatoria al centro per l’impiego competente per territorio gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale che provvede al pagamento della retribuzione oppure la dichiarazione dell’istituto prescelto dell’attivazione del canale di pagamento.

Il tutto condito ovviamente con sanzioni che arrivano fino a 50mila euro !! (500 euro se l’inadempimento riguarda la comunicazione al centro per l’impiego)

Si stabilisce inoltre che la firma della busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

Cesare DAMIANO, presidente della Commissione, esprime il proprio apprezzamento per i contenuti della proposta di legge, osservando che spesso provvedimenti di carattere puntuale, come quello all’esame della Commissione, consentono di rafforzare in modo significativo i presidi ordinamentali a tutela dei lavoratori. Quanto alle implicazioni della proposta di legge, ritiene che eventuali costi da sostenere per assicurare l’effettiva ed esatta corresponsione delle retribuzioni sarebbero ampiamente compensati, sul piano sistematico, dai benefici derivanti dalla repressione di condotte particolarmente gravi ai danni dei lavoratori, che ricevono retribuzioni inferiori a quelle indicate nella busta paga o sono costretti a restituire una parte delle somme ricevute. (!!??)

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