RENZI: FUMO TANTO, ARROSTO UN PO’ MENO



Chi si aspettava una manovra shock rimarrà deluso. Una scontata manovra sull’IRPEF (e, come al solito, in favore esclusivamente del lavoro dipendente, attraverso un aumento delle detrazioni), un risibile sconto all’IRAP con un abbattimento di circa 0,4 punti percentuali, aumento della tassazione delle rendite (+ 6%).  [youtube http://www.youtube.com/watch?v=P9-ryuKwqDk&w=320&h=240&align=right]Sembra una manovra targata Cgil: si aiuta chi un lavoro ce l’ha già, ma nessun intervento concreto per favorire l’occupazione. Per il resto tante belle dichiarazioni d’intento riassunte nella slide.

Nella seduta è stato comunque adottato un provvedimento urgente che contiene, tra le altre cose, interventi di semplificazione sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato per renderli più coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo. Nello specifico:
Il contratto di lavoro a termine e il contratto di apprendistato
Per il contratto a termine viene prevista l’elevazione da 12 a 36 mesi della durata del primo rapporto di lavoro a tempo determinato per il quale non è richiesto il requisito della cosiddetta causalità, fissando il limite massimo del 20% per l’utilizzo dell’istituto. Viene inoltre prevista la possibilità di prorogare anche più volte il contratto a tempo determinato entro il limite dei tre anni, sempre che sussistano ragioni oggettive e si faccia riferimento alla stessa attività lavorativa.

Per il contratto di apprendistato si prevede il ricorso alla forma scritta per il solo contratto e patto di prova (e non, come attualmente previsto, anche per il relativo piano formativo individuale) e l’eliminazione delle attuali previsioni secondo cui l’assunzione di nuovi apprendisti è necessariamente condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo. È inoltre previsto che la retribuzione dell’apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, sia pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento. Per il datore di lavoro viene eliminato l’obbligo di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa un elemento discrezionale.

Fonte: http://www.governo.it