MANOVRA di FERRAGOSTO: MA DI CHE COSA STIAMO PARLANDO? (2a parte)


CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’: I “COLLETTI BIANCHI” NON RIESCONO PROPRIO A MANDARLO GIU!
Continua la polemica sul contributo di solidarietà per redditi superiori a 90.000 euro istituito dal DL 138/2011 (meglio noto come “manovra di Ferragosto”).
Mentre il Segretario della Cisl Raffaele Bonanni rilascia interviste contraddittorie secondo cui, da una parte, <<ancora una volta si è scelto di far pagare il lavoro dipendente già tartassato ...>> e dall’altra <<… scioperare in queste condizioni farebbe malissimo alle buste paga dei lavoratori che sono già leggere>>  (mettiamoci d’accordo: se le buste-paga sono leggere allora non scontano il contributo, e viceversa) e che sarebbe meglio aumentare l’IVA in modo <<… da far pagare i più ricchi che spendono maggiormente>> (incredibile stronz… ehm, volevo dire, sciocchezza), intanto qualche “povero” dirigente con reddito da 120mila euro si lamenta contestando che mentre lui, con moglie e figli a carico, dovrà pagare un salasso di ben 855 euro al netto della deducibilità, la stessa famiglia con egual reddito ma prodotto da due coniugi anzichè da uno solo, sfuggirà al prelievo.
Eh no!, così proprio non va! Ma che fine ha fatto l’idea del “quoziente familiare”? Cioè la proposta di politica fiscale di considerare a tassazione il reddito delle famiglie anzichè, come ci impone una riforma tributaria del 1973 ormai considerata obsoleta dai più, il reddito delle singole persone fisiche?
Ad ugual reddito familiare uguale tassazione, questa sarebbe equità: non fa una piega!
A parte il piccolissimo particolare che la famiglia mono-reddito abbia una qualità di vita decisamente migliore. La moglie del dirigente infatti, non avendo necessità di lavorare, può tranquillamente dedicarsi ai figli e al marito il quale, tornato stanco dal lavoro, troverà deliziose cenettine invece del solito tacchino e sofficini “findus” che mi propina sovente mia moglie (eh già, noi siamo in 2 a lavorare, pensa che fortuna!!). La moglie del dirigente, dicevo, avrà tutto il tempo di accompagnare i  figli a scuola di basket e di danza nel pomeriggio, potrà andare in piscina, farsi i massaggi contro la cellulite in modo da tenere sempre svegli gli appetiti del maritino, andare a giocare a tennis e a bridge, andare per i negozi per compere etc.  Tutto questo costerà al nostro dirigente ben 855 euro in più, per colpa di un sistema iniquo che, guarda un po’, colpisce progressivamente i redditi prodotti dalla persona fisica anzichè dalla famiglia.
Poco importa se la stessa famiglia, dove anche la moglie lavora, spenderà molto di più in baby-sitter e donna delle pulizie, e se la moglie, tornata stanca e stressata dal lavoro, trascurerà i figli e lascerà al marito un piatto di simmenthal e la lavastoviglie da fare…
Ma di che cosa stiamo parlando???