DELEGA FISCALE e IRAP: SERVE IL CORAGGIO DI TORNARE INDIETRO


Stando alla bozza della delega fiscale in discussione in questi giorni, il 2014 sarà l’anno in cui dovrebbe intervenire una sostanziale novità: l’abolizione dell’IRAP (senza dubbio l’imposta più odiata dagli italiani, almeno da quelli addetti ai lavori), cosa tutt’altro che facile, visto che quest’imposta, da sola, vale qualcosa come 33 miliardi.

Considerato che il gettito dell’IRAP serve sostanzialmente a finanziare la sanità, come individuare le misure compensative ad una perdita di introiti fiscali di tale entità?

Che ne dite di tornare al buon vecchio e caro “contributo al SSN“, che fu abolito con la riforma voluta da Visco nel 1997? Bisognerebbe trovare il coraggio di tornare indietro negli anni, non fosse altro per ristabilire una certa equità nel finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale che l’odiosa impostazione ideologica di allora ne volle spostare il peso su una parte soltanto di cittadini (imprese e lavoratori in proprio).

Certo, dipendenti, pensionati e piccoli professionisti privi di autonoma organizzazione (me compreso) non ne sarebbero molto contenti; ma perché mai, mi domando, il dirigente che guadagna 300-400mila euro l’anno o il pensionato d’oro da 7-8mila euro di pensione al mese non debbano contribuire al finaziamento del SSN al pari di artigiani, commercianti e liberi professionisti (che hanno magari redditi molto più bassi)? D’altra parte, è noto che una riforma più è improntata all’insegna dell’equità, tanto più è destinata a scontentare tutti …