MITIGATO IL REGIME di REVERSE-CHARGE per COMPUTER e TELEFONINI


Con la circolare n. 59/E 2010  (*) l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sul nuovo obbligo di reverse charge per computer e telefoni cellulari introdotto dall’articolo 1, comma 44 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo l’intervenuta autorizzazione da parte degli organi comunitari.

Innnanzi tutto, la circolare precisa che il nuovo regime trova applicazione solo per la parte che si riferisce ai componenti di personal computer cui possono ricondursi i concetti di “dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale”. In secondo luogo secondo un interpretazione conforme alla “ratio” della decisione del Consiglio 2010/710/UE, il meccanismo dell’inversione contabile per le fattispecie in esame non trova applicazione per la fase del commercio al dettaglio ma insiste invece per le cessioni dei beni in argomento che si verificano in tutte le fasi di commercializzazione precedenti la vendita al dettaglio. Inoltre, in considerazione della necessità, per i contribuenti che operano nei settori interessati, di realizzare modifiche rilevanti nelle procedure gestionali e del fatto che alcuni dei soggetti tenuti ad applicare il sistema del reverse charge , in ragione delle dimensioni del volume d’affari, liquidano l’imposta per periodi trimestrali, ritiene che – per le fattispecie in esame – il meccanismo dell’inversione contabile si renda applicabile alle cessioni effettuate – ai sensi dell’articolo 6 del D.P.R. n. 633 del 1972 – a partire dal 1° aprile 2011.

(*) NOTA: a seconda dell’appostazione dinamica dei file sul sito dell’Agenzia, il link può a volte non funzionare
 

 

 

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